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Marianna Fierro
Tutti Frutti

“Se il 2016 è passato alla storia come un anno universalmente da dimenticare, il 2017 è stato proprio strano, con una miriade di alti e bassi e una macedonia di avvenimenti, per lo meno dal mio punto di vista personale. Ho quindi colto l’occasione di immortalare questi ultimi 12 mesi nel mio pattern, con un mix di frutta fresca e sorridente nel bel mezzo di qualche banana marcia! ”  – così introduce il suo artwork Marianna Fierro, visual e product designer udinese, residente a New York.

La sua illustrazione digitale, inspirata alla tecnica del cut & paste – ritaglio di carta e collage – si chiama infatti “Tutti Frutti”.

Per non venir meno ai luoghi comuni sul rapporto tra gli italiani e il cibo, ovunque si trovino, Marianna ironizza sul fatto che “passo il tempo libero a cucinare o disegnare quello che vorrei mangiare”.
Qual’ è stato il percorso che l’ha portata dal Nord Est alla Grande Mela, Marianna lo descrive così: “Terminate le scuole superiori in Italia, mi sono trasferita in Ohio per studiare Visual Communication Design presso la Kent State University. Dopo la laurea, sono venuta a New York, dove ho lavorato come visual e ui/ux designer per tre anni ad Hyperakt, una social impact design agency. Da poche settimane sono presso This Also, uno studio boutique di digital products, in cui lavoro come product designer. Le mie origini professionali e creative sono legate al mondo della fotografia, del print design e del branding, anche se ultimamente mi sto dilettando molto con l’illustrazione.
Ad Hyperakt ho avuto modo di lavorare con clienti come Amnesty International US, Spotify, A/D/O – un brand di Mini/BMW ed altre organizzazioni internazionali. In questa nuovo ruolo presso This Also invece mi sto occupando di diversi progetti con Google Creative Labs.”

“La mia avventura in America in realtà é iniziata alle scuole superiori, quando, al terzo anno, sono venuta a fare uno scambio di sette mesi. Me ne sono proprio innamorata e da lí in poi mi è stato chiaro che sarei voluta tornare. Il mondo del graphic design negli States e particolarmente a New York, è  davvero molto prolifico e vivace. In Italia onestamente non avrei avuto stesse possibilità e uguali stimoli. Magari un giorno tornerò, ma per il momento sento di avere ancora molto da imparare qui dove mi trovo”.

“Da lontano ammiro e adoro il lavoro di Gio Pastori: sicuramente i suoi cutouts sono sempre d’ispirazione quando mi occupo di forme e sagome semi astratte. Per quanto riguarda la color palette, sia Giacomo Bagnara che Sharon Harris hanno influenzato la mia “macedonia” del 2017″.

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