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Michela Buttignol
What doesn't kill you Makes you stronger

“Come designer e illustratrice” ci spiega Michela Buttignol “nella creazione di un pattern cerco sempre di unire la natura puramente decorativa della sequenza a quella informativa del dato”.

“Nella realizzazione di questo pattern , in particolare, ho cercato di visualizzare quello che non si vede, i “mali” fisici e psicologici che dall’esterno e dall’interno ci danneggiano e qualche volta ci uccidono; e quando non ci uccidono ci rendono più forti.

Nell’identificare le forme e i colori mi sono ispirata al mondo della chimica e della biologia. Attraverso queste forme, che si possono vedere solo al microscopio, si registra l’informazione del male attraverso la formula della sua stessa composizione”.

Nata e cresciuta in Friuli Venezia Giulia, Michela Buttignol é un’illustratrice e designer che attualmente vive New York. Si trasferisce negli Stati Uniti nel 2011 e da allora il suo lavoro é comparso sulle pagine di prestigiose pubblicazioni tra cui il New York Times, The Boston Globes, Buzzfeed, Plansponsor Magazine, L’espresso, ed altre ancora. Michela é attualmente  Pattern Designer per S’ip by  S’well.

Le sue illustrazioni sono state selezionate dalla Society of Illustrators, American Illustration e 3X3, The Magazine of Contemporary Illustration.

Abbiamo chiesto a Michela di indicare, dal suo punto di vista, quali sono le attuali linee di tendenza a livello globale che le interessano nel settore del pattern design e dintorni.
“La designer che mi inspira ora di più nel mondo del pattern, ma ancora piú in generale come designer a tutto tondo, é Camille Walala. Il suo coraggio di creare cosí tanto rumore visivo in una sola immagine mi affascina molto e mi trasmette un sacco di energia. Trovo inoltre molto interessante il fatto che il suo design si adatti a un larghissimo numero di superfici – dall’oggetto di piccole dimensioni a spazi architettonici fino a delle vere e proprie installazioni in cui il pattern esce dalla superficie e diventa oggetto di per sé ( la “piazza” che ha creato per la Design Week di Londra in particolare).
Altri artisti che ammiro e seguo in maniera particolare in questo momento sono:
Minakani – pattern design studio con base a Parigi, Keith Negley – illustratore, Nina Fuga – illustratrice, Marta Montiero – illustratrice, Julia Rothman – pattern designer, Studio Pepe – interni, Paola Navone  – interni/decor/arte.

Un ultimo tema, che abbiamo voluto toccare, è la differenza, nel caso esista dal suo personale osservatorio, tra la richiesta di professionalità del mercato statunitense rispetto a quello italiano.

“Credo che esattamente come in Italia la richiesta possa variare a seconda di chi incontri.

Di sicuro posso dire che a New York ho incontrato molti art director coraggiosi e assolutamente poco interessati ad accontentare tutti per forza, a scapito di restituire un prodotto efficace e forte da un punto di vista del design; in pratica, senza preoccuparsi troppo che venga capito da chiunque, se chi lo ha commissionato e diretto lo considera di fatto un buon risultato.

Purtroppo in Italia spesso ho avuto a che fare con creativi e art director molto attenti ad accontentare il cliente e poco concentrati sulla qualità del design in sé. Allo stesso tempo credo comunque che anche in Italia come in America ci siano professionisti molto preparati e sicuri: da poco ho collaborato con uno studio di Napoli con cui mi sono trovata molto bene; ho potuto lavorare in totale autonomia, mi hanno dato molta fiducia e completa libertà sia da un punto di vista esecutivo che concettuale.